A volte capita di vedere qualcosa di bello.
Publié par nadjan23 à 13:56:44 dans ..solo andata.. | Commentaires (0) | Permaliens
Certe sere mi prendono piccole nostalgie che non riesco ad impacchettare. Sono nostalgie future, che hanno il sapore del presente che si cancella,o meglio,che si cancellerà,e che nella loro scia di librerie rosse e nani di peluche trascinano via sorrisi e piedi nudi sul parquet.
Sono giorni senza tempo, in cui la luce che entra dalla finestra si fa bella nel momento esatto in cui il profilo del brontolo della situazione è tagliato in due, è luce che netta arriva,si deposita per dieci minuti,forse anche meno, e poi fugge via,a rifugiarsi nel panico del cielo che inizia a scaraventare parole e fili di sotto.
Sono giorni di ricerca, di nuove stanze, di disegni incorniciati di Alice -lei con le carte in mano,sparse sul tavolo.lei con una tazza di the a sfiorarle le labbra-,di piccoli giardini e di enormi magnolie. Geometrie perfette, vite altrui che ti è permesso di saccheggiare,di fotografare per qualche minuto. Tutti sono lì, pronti ad offrire la scenografia perfetta per il tuo film. "Tutti" sono uomini e donne di cui non ricordo il nome, stanno lì accanto al sipario, lo aprono e lo chiudono a seconda dei comandi, sorridono, sono disponibili, ma io nemmeno mi ricordo come si chiamano. Mi prestano qualcosa di loro, lasciano la mia mente sfiorare oggetti coperti di polvere ed io non gli porgo nemmeno la cortesia di rammentare il loro nome.
Le favole durano sempre poco, e le gocce su quella magnolia erano perfette per te,e per me e per le due tazze colorate e fumanti, e c'era anche Alice di là. L'hai vista quanto era bella, Alice? L'uomo che me l'ha presentata aveva l'odore di mio padre,quel dopobarba che riconoscerei sempre. Ovunque. Volevo sussurrartelo piano, del dopobarba, e delle carte e del resto,ma le gocce erano troppo perfette su quella magnolia, ed io me le sono perse in un fiore bianco che ancora non esiste,quelle parole.
Ho ritrovato i capelli ad onde di quando dimentico l'ombrello a casa fra le tue mani. Apro gli occhi e riconosco la tua sagoma all'ingresso, delineo un corpo mio,che conosco,che sfioro. Sorrido. Si progetta un menu immaginario,si ipotizzano luoghi e pietanze e ridi. E rido. E ridiamo. Ancora.
Saranno nostalgie lontane di quando non saremo più qui, di quando potrò odiare un presente che si affaccia su altri cortili, di quando sarà un'altra cucina a vedermi cantare "Aida" mentre sminuzzo verdure pensando a te, a noi, ai nostri piedi nudi sul parquet.
Publié par nadjan23 à 01:28:33 dans ..solo andata.. | Commentaires (1) | Permaliens
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