Federica in (ri)partenza non riesce neppure ad abituarsi alla casa nuova che viene scaraventata su un treno. Mh. Cerca di trarne il lato buono e si godrà l'ultimo strascico di vacanze.
Federica ha capito che la cura ai suoi scazzi umorali esiste,si chiama Valentina, va presa in pillole (prima o dopo i pasti non ha importanza),controindicazioni non ne ha ma crea dipendenza. Però fa ridere,sorridere e ogni altra azione che comporta l'arricciamento o l'arricciarsi che dir si voglia di labbra verso l'alto. Ha consigli pratici sui look da adottare per assomigliare di più a Charlize Theron in "Monster" ed ha iniziato a fare sport solo perchè si è innamorata di Bejing 2008. Mangia scollegata ma ora è salutista,ha smesso di fumare leggendo un libro che costa dieci euri tondi tondi e non ha riportato gravi conseguenze per la mancanza di nicotina nella sua vita. Dimostra dodici anni coi capelli nuovi e mi si è detta innamorella. E io ho sorriso. E Roma sulle due ruote è irrimediabilmente collegata a lei, da sempre.
Federica in (ri)partenza si rende conto di avere parecchi punti che la congiungono a Roma e che non vorrebbe mai lasciare. Nel frattempo,mentre pensa ai punti da non lasciare,a quello lasciati e a quelli che -boh- ascolta per la tredicesima volta la canzone che sta là sopra e cucina broccoli leggendo Pavese.
Publié par nadjan23 à 11:54:34 dans ..solo andata.. | Commentaires (1) | Permaliens
Ho una nuova finestra su roma. Passo minuti interminabili fissando le vie tutt'intorno,le due ferrovie,la gru che campeggia lì di fronte,imparo a memoria le abitazioni di sotto,con pupille dilatate sfioro le luci accese degli appartamenti e cerco movimenti. Al tramonto tutto è fuoco,il cielo si tinge di viola e arancio e il silenzio sembra vincere su tutto. Di notte è una provincia meccanica,è un brulicare continuo per la vie di questo quartiere basso.
Ho un nuovo buco sotto lo sterno che non nascondo più. Diventa grande e piccolo a seconda dei momenti,a volte mi travolge ed acquista i colori grigi di un'assenza,altre volte si gonfia a dismisura,si eccita per nulla e ne gioisce. Ma sono momenti. La maggioranza delle volte è una ricerca dietro gli angoli e sono parole pronunciate fra le labbra del pensiero. Trattengo tutto e mi muovo dentro roma come un'estranea a casa di ospiti;avrei voluto scoprirla in modo diverso,con un sorriso diverso,ed invece resto ancora ingabbiata nella mia stessa tela.
Ho parole che si accumulano dentro una scatola,poi un giorno non troppo lontano le spoglierò una ad una e le leggerò a te,nude,private di qualsiasi orpello. E tu magari sorriderai,magari non le ascolterai nemmeno,magari saranno solo parole,ma saranno lì,saranno vere,e saranno infine tue. Ma il tempo mi inganna il cuore e preferisce giocare con le lacrime e per un -adesso- che forse sarà un -per sempre- quelle parole resteranno in gabbia,ché raggiungere te,a volte -ora- mi sembra impossibile.
Cerco di fare pace con me,per poi fare pace con roma,con i libri,con il gatto,con lo specchio ed infine,se ancora vorrai,con te.
Settembre,finalmente.
Publié par nadjan23 à 00:42:46 dans ..solo andata.. | Commentaires (0) | Permaliens
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